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ETHEREUM VS BITCOIN: LA CRIPTOGUERRA

Ethereum: la valuta digitale destinata a spodestare il Bitcoin?

Il 2017 si è appena concluso, ed è stato l’anno del Bitcoin, dove le criptovalute sembravano solo cose da nerd e lontane dall’economia reale; il 2018, anno appena iniziato, si prospetta invece quello delle criptovalute in genere, perché sempre più investitori e risparmiatori cominciano ad interessarsene grazie al loro altissimo potenziale di guadagno. Le criptovalute fanno parlare molto di sé. Sono circa 1.400 in tutto, ma sono poche quelle che possono avere delle prospettive reali. Una di queste è l’Ethereum.

Ma cosa è esattamente? Come funziona? Qual è la sua sostanziale differenza dal Bitcoin?

Cosa è Ethereum

Ethereum è una delle principali avversarie di Bitcoin, alla quale tiene testa con onore. La possiamo trovare al secondo posto in volume di transazioni, e in termini di valore in dollari.

È nata principalmente dalla mente geniale di Vitalik Buterin, giovane russo che aveva l’intenzione di creare una moneta virtuale che non fosse solo tale, ma fosse anche un sistema contrattuale parallelo a quello tradizionale: gli smart contract.

Molti asseriscono che Ethereum sia l’evoluzione dei Bitcoin, essendo

  • strutturata con un sistema di sicurezza molto più solido grazie ad una struttura di condivisione peer-to-peer;
  • le sue informazioni sono gestite da più server e condivise su più nodi, rendendo quasi impossibile agli hacker penetrare nel sistema e modificare i dati.

Poter gestire contratti intelligenti in base ad un protocollo di fiducia, che permette la costruzione di contratti tra due parti, dà un punto a questa criptovaluta, rendendola uno strumento utile e ideale per imprese e società; è versatile in molti utilizzi, non solo come sistema monetario alternativo come invece lo sono i Bitcoin.

Come funziona Ethereum

La prima versione di Ethereum è nata il 20 luglio 2015. Essa offre grandi potenzialità di utilizzo, e la possibilità di fare tutto ciò che si ha sempre sognato, su una rete decentralizzata e crittograficamente sicura.

Nessun utente ha il potere o la possibilità di  manipolare un processo o un programma avviato sulla piattaforma. Il sistema si regola senza bisogno di nessun intervento esterno. Tutto questo rende più sicuro e conveniente ogni smart contract.

I contratti smart pagano mediante l’unità di valuta chiamata Ether per poter girare in una piattaforma p2p. Questa piattaforma si può usare per vari scopi, come ad esempio il crowdfunding, i mercati finanziari, i sistemi elettorali.

Cosa è Ethereum Wallet

È un “passaggio” per le applicazioni sul blockchain (la tecnologia che sta sotto queste monete virtuali) Ethereum. Sostanzialmente un portafoglio, che permette di conservare gli ether attivi e gli altri creati su Ethereum. Da anche la possibilità di scrivere, distribuire e utilizzare gli smart contract.

Le criptovalute attive sono tante, i Bitcoin, Ethereum, Ripple, Bitcoin Cash, Litecoin e altre ancora, ma è fondamentale, per chi vuole investire e crede nelle monete virtuali, sapere che sono solamente nella loro fase iniziale di sviluppo, sia come prezzo che a livello tecnologico. Per questo è fondamentale ponderare il proprio investimento anche nella scelta della criptovaluta: Ethereum sembra pronta per dare battaglia ai Bitcoin anche in questo.

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L'INFLUENZA DEGLI INFLUENCER

IL RITRATTO DI UN INFLUENCER

INFLUENCER

Chi sono?

Ognuno di noi, ogni giorno, ha a che fare con almeno un Influencer. A volte consapevolmente, a volte senza saperlo. Ma chi sono queste figure? E che cosa fanno esattamente?

Un influencer è un individuo con migliaia, milioni di seguaci: può essere un YouTuber, un Instagramer, un blogger, o essere semplicemente un utente con una pagina Facebook dove condivide foto, video, pensieri e contenuti vari. Quello che differenzia questo tipo di utente da un utente qualunque, è il fatto che è letteralmente in grado di influenzare (da qui il termine influencer) i suoi followers con pensieri e prodotti.

Possiamo fare l’esempio più lampante del momento: la fashion blogger Chiara Ferragni.

Al momento sul “cosa fa” un influencer c’è molta confusione, da parte delle aziende che li cercano, e da parte di chi vede tutto questo come un nuovo lavoro.

Esistono diversi tipi di influencer:

  • Gli attivisti, che sono coloro impegnati in movimenti politici e associazioni no-profit. Sono gli influencer più “difficili” con i quali i brand possano rapportarsi, perché contrari alle logiche di business e di mercato;
  • I connessi, che sono quelli che hanno un sacco di seguaci sui social network;
  • Gli influencer d’impatto sono persone molto ambite che beneficiano della fiducia degli altri;
  • Le celebrità, artisti con migliaia, a volte milioni di seguaci, e qui di esempi ne potremmo fare tantissimi. Scegliere una celebrità per un brand è però come affidarsi alle “vecchie” strategie di endorsement;
  • Le menti attive, che sono utenti con molteplici interessi;
  • I trendsetter, coloro che esplorano nuovi mercati o lo abbandonano;
  • Le autorità, sono delle persone la cui opinione è considerata molto credibile nel settore di cui si occupa, ed esercita un forte potere di engagement;
  • Gli insider. Gli Insider possono essere molto vantaggiosi per un’azienda quanto abbastanza pericolosi. Gli insider scoraggiano la propria community ad affidarsi a prodotti o servizi del brand, quindi metterseli contro non è proprio producente.
  • Il giornalista: ha una community molto folta ed è sempre alla ricerca di notizie e storie interessanti. Per questo, un brand che vuole sfruttarne il potere d’influenza non dovrebbe mai fargli mancare una news, un’esclusiva interessante.

Sostanzialmente, se un YouTuber che seguite vi consiglia di provare un videogioco e voi lo fate, lo comprate e ci giocate, vi ha influenzato.INFLUENCER MARKETING

Gli influencer non sono solo personaggi del web, sono anche giornalisti o esperti di un settore. Possono essere anche dei VIP, come cantanti, attori, attrici, speaker radiofonici o presentatori, che hanno comunque un folto numero di seguaci che leggono ciò che scrivono attraverso post, cinguettii e scatti.

In pochi minuti e con poche mosse hanno il potere di spostare e indirizzare l’opinione dei loro seguaci a loro piacimento.

Sono pagati?

Se l’influencer vi presenta un prodotto perché pagato dalla casa di produzione, non è più un influencer, ma diventa un Ambassador. Gli Ambassador sono ingaggiati generalmente per collaborazioni più durature nel tempo, conoscono alla perfezione il brand che sponsorizzano e ne vanno fieri; vengono pagati per la loro capacità di passaparola, generalmente molto efficace.

Coinvolgere influencers nelle proprie campagne o vendite di prodotti significa avere una grossa pubblicità con budget minori rispetto a quelli che richiederebbero delle pubblicità tradizionali, soprattutto se vogliamo raggiungere un determinato target.

INFLUENCER

 

<< Il vero influencer è una persona capace, con la propria attività online, di incidere sulle decisioni di acquisto dei propri pari (centinaia, migliaia o più), sempre più impermeabili ai messaggi pubblicitari tradizionali. Ci riescono perché vengono considerati parte di una stessa rete. Ci sono influencer che parlano delle proprie esperienze di consumo senza essere legati ai brand da un rapporto commerciali e altri, i più grandi in termini di follower base, che lo sono. >>

Vincenzo Cosenza, tra i massimi esperti di social media in Italia.

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SEO - Essere primi su Google garantisce il successo?

Quante volte abbiamo letto o sentito parlare di quanto è importante essere primi su Google o su altri motori di ricerca? Molti dei nostri colleghi parlano sempre di SEO come se avessero una ricetta segreta per il successo e puntualmente falliscono nei loro intenti facendo perdere tempo e denaro ai loro clienti. Scriviamo quindi questo articolo giusto per sfatare qualche mito. Partiamo dalle basi.

 

Cosa vuol dire essere primi su Google?

 

Sfatiamo subito il primo mito: nel 90% dei casi chi effettua una ricerca su internet è una persona normalissima, che esegue una ricerca normalissima, con parole normalissime.

Se sto cercando un bar a Sassari scriverò nel motore di ricerca “bar Sassari” il cui risultato in prima pagina sarà riconducibile alle attività di ristoro che hanno curato i contenuti e gli aspetti di webmarketing legati al sito web. Se invece dovessi scrivere “bar Sassari via Roma” dal punto di vista teorico compariranno in prima posizione tutti i bar locati in via Roma a Sassari.

Arriviamo al dunque. Se hai un bar a Sassari, e vuoi dimostrare che risulti tra i primi su Google, nella ricerca organica, basta cercare nel seguente modo: “bar Sassari via Roma 325A quello con il neon verde i tavoli fuori e la sala fumatori con la barista bionda”.

Ecco, questo NON vuol dire essere primi sui motori di ricerca.

Essere primi su Google vuol dire che, a seguito della ricerca “bar”,  risultiamo nelle prime posizioni  dei risultati organici.

 

 

Cosa sono i risultati organici?

Nella SERP (Search Engine Result Page) di Google troviamo diversi elementi che possono cambiare a seconda di cosa stiamo cercando, ma soprattutto di come stiamo cercando. Un classico esempio può essere ricercare la parola “hotel”.

I primi risultati che compaiono sono annunci sponsorizzati, di solito i classici annunci pay-per-click che puoi implementare con AdWords. Subito dopo troviamo la mappa della tua città con i riferimenti e i prezzi sugli hotel geolocalizzati (local pack). A seguire si notano tutti i risultati che Google ha indicizzato in maniera naturale, in ordine di importanza, rilevanza e pertinenza.

Essere primi su Google vuol dire essere tra questi primi risultati, chiamati per l’appunto “organici (naturali) della result page.

Questo tipo di risultato si ottiene con un lavoro metodico e costante nel tempo. La consulenza di un SEO Specialist può aiutarti a raggiungere la vetta tramite l’utilizzo di diverse tecniche.

 

 

 

Esiste una ricetta segreta per essere primi su Google?

La risposta è NO!

Non esiste assolutamente una ricetta segreta in mano a pochi eletti per poterti garantire un posto in pole position sui motori di ricerca. Ma soprattutto è impossibile che esista.

Esistono tanti fattori che se utilizzati quotidianamente e con cognizione di causa, fanno guadagnare posizioni di prestigio al tuo sito web ed al relativo page rank.

Purtroppo però non esiste una scienza esatta per 2 principali motivi tra loro interconnessi: l’algoritmo che utilizzano i motori di ricerca e il trend del momento.

Quante persone preparate lavorano per Google, Yahoo, Virgilio, Bing, ecc? Ma soprattutto, quanti programmatori hanno contribuito con le loro conoscenza a modificare, cancellare, integrare l’algoritmo del motore di ricerca?

Possiamo asserire che nessuno ha piena conoscenza del funzionamento degli algoritmi in quanto ci hanno lavorato troppe persone, e continuano a lavorarci ogni giorno, modificando, integrando, cancellando, creando nuovi fattori di posizionamento.

Per quanto riguarda le tecniche conosciute da ogni SEO Specialist che studia il comportamento di Google e gli altri motori, abbiamo un altro problema: il trend SEO del momento. Ciò che funziona in modo ottimale oggi potrebbe funzionare in maniera meno efficace domani, per non dire che nel lungo periodo potrebbe non funzionare affatto. Perché l’algoritmo che governa la Ricerca on line tiene conto di fattori variabili che hanno la finalità di disciplinare le ricerche relative alle parole chiave.

Facciamo subito un esempio per chiarire la situazione. Verso la fine degli anni 90 e primi del 2000 la tecnica più utilizzata era utilizzare più keyword possibili. Vi ricordate i celeberrimi meta-tag?

Dopo una decina d’anni andava di moda l’utilizzo dei “metadati“. Invece adesso….

 

 

Ma quindi cosa devo fare per piacere ai motori di ricerca?

La risposta è semplice: rivolgersi ad un professionista! Il lavoro di un SEO Specialist è proprio quello di ottimizzare il tuo sito web in modo da guadagnare posizioni nella result page puntando ad ottenere il primo risultato organico.

“Content is King!” [cit. Bill Gates]

Attualmente Google premia siti web con contenuti originali , non duplicati, innovativi, costantemente aggiornati, che suscitano interesse, ben collegati, condivisi sui social, con keywords originali, meta tag description, digital PR, e molti altri “ranking factors”.

Al giorno d’oggi, il traguardo più ambito dai web marketer è raggiungere un posizionamento speciale chiamato “featured snippet” (alias “risultato zero”).

In pratica quando un utente effettua una domanda, Google può ricercare la risposta più pertinente da un sito web e riportarne un estratto per poi posizionarlo in un riquadro speciale in cima alla result page, insieme al link alla pagina, titolo e URL. Di seguito un esempio di featured snippet.

 

 

Essere primi su Google garantisce il successo?

Sfatiamo ora il mito del successo immediato derivante dall’essere primi su Google. Definiamo innanzitutto cosa vuol dire, nella maggior parte dei casi, “avere successo”. Spesso è raggiungere un posizionamento di prestigio  e ottenere più click  con la prerogativa di trasformarli in conversioni, in modo da incrementare il nostro business.

L’essere primi su Google ci permette di avere più visibilità in quanto l’utente medio, di solito, non va oltre le prime due-tre pagine. Di conseguenza, avere in posto al sole, garantisce con buona probabilità di avere più visite da internauti interessati ai nostri prodotti/servizi.

Qualche consiglio per l’imprenditore innovatore.

L’utente, una volta atterrato nel tuo sito web, deve vivere un’esperienza piacevole che lo incentivi a ritornare, lo persuada a condividerla, ma soprattutto eseguire l’azione che ci aspettiamo. A seconda dei casi la “call to action” può finalizzarsi nell’iscrizione alla newsletter, o nell’acquisto di un prodotto.

L’imprenditore moderno deve mettere a disposizione dei servizi per il potenziale cliente, come ad esempio dell’assistenza pre e post vendita, dei video tutorial, un servizio di Customer Care.

Inoltre sono di fondamentale importanza i collegamenti diretti ed indiretti alle pagine social, la costante pubblicazione di articoli interessanti e l’immancabile interazione attiva coi fan.

Esistono diversi strumenti di analisi per misurare il successo, ma, in fin dei conti, il risultato migliore si traduce spesso in termini economici.

 

Web Solutions Internet Company lavora nel Web Marketing dal 1999, ha assistito alla nascita, crescita e cambiamento dei principali motori di ricerca. Studiamo ogni giorno il mercato e cerchiamo di prevederne i prossimi trend, soprattutto dal lato SEO. Il nostro obbiettivo è di ottimizzare siti web, aumentarne la visibilità, implementare efficaci campagne sui social ed aiutare l’imprenditore a raggiungere il successo che merita.

Contattaci per un preventivo gratuito, un nostro consulente sarà a tua disposizione per pianificare una strategia online di successo.

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DOMINIO MADE IN SARDEGNA

La Regione diventa una Registration authority con i nuovi domini .srd

La Regione Sardegna diventa una Registration authority, cioè un’autorità responsabile della concessione dei nomi dei siti. Avrà il suo dominio di primo livello e potrà assegnare gli indirizzi web in autonomia con il suffisso “.srd”.sardegna 4 mori

Come si legge nel sito della Regione Sardegna:

<< In questa fase le attività necessarie saranno svolte dalla Direzione degli Affari Generali attraverso la società in house SardegnaIT. >>

L’assessore agli Affari generali Filippo Spanu ha dichiarato

<< Entro sei mesi avremo la proprietà del dominio. >>

Proprio nei giorni scorsi ha ricevuto il via libera dalla giunta per il progetto.

Con una petizione lanciata negli anni scorsi su Change.org, rivolta all’Icann (International Corporation for Assigned Names and Numbers), la società ha chiesto a gran voce alla giunta di poter attivare il progetto.

L’Icann è un’organizzazione no-profit che “ha la responsabilità di assegnare gli indirizzi IP (Internet Protocol), di gestire il sistema dei nomi a dominio generici di primo livello (generic Top-Level Domain, gTLD, quali .com, .net, .info) e dei country code Top Level Domain (ccTLD), che identificano uno specifico territorio, quali .uk per il Regno Unito, .it per l’Italia), nonché i root server”.

Nella petizione si leggeva come molte altre comunità in Europa e nel mondo, abbiano il proprio gTLD (generic Top Level Domain, un proprio dominio di primo livello, come ad esempio, in questo caso, potrebbe essere: www.regionesardegna.srd ). Questo permette di rafforzare la presenza su Internet, di rivitalizzare le minoranze linguistiche e accrescere il valore dei loro prodotti locali finalmente raggruppati sotto il marchio “del luogo”.

Le istituzioni territoriali potranno far partire tutto questo dal 2018, anno della nascita del web made in Sardegna. L’obiettivo è quello di promuovere “un logo unico e riconoscibile” della Sardegna, nell’enorme mondo di Internet, e dare un ulteriore supporto agli imprenditori che interagiscono con i mercati esteri.

Piccoli passi per un progetto innovativo, che riguarda perlopiù nuove azioni di marketing e promozione territoriale.

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Google... Doodle!

DOODLE, FARE SIMPATICAMENTE MARKETING

doodle luna

Cosa è esattamente un Doodle? Se ne sente parlare molto spesso, ultimamente.

Un Doodle è un termine inglese che significa scarabocchio. Originariamente aveva il significato di “sciocco”, “babbeo”, Ai primi del ‘900, probabilmente confondendosi con un altro termine inglese dalla pronuncia simile, come spesso accade, ha assunto il significato di “perdere tempo” (dawdle).

Facciamo un esempio di azienda mondiale che li utilizza: Google. Per molte società il logo aziendale è sacro, e solo pensare di cambiarlo è impossibile: Google invece ne ha fatto un suo brand, “un gioco”, una moda, ridisegnandolo per ogni evento importante, giocando anche sull’assonanza delle parole “doodle” e “google”. Ha fatto “suo” questo termine, usandolo per definire i loghi speciali che spesso appaiono nella sua homepage.

Doodle interattivi…

Portiamo l’attenzione, ad esempio, su quello creato per il 245esimo anniversario dalla nascita di Ludwig Van Beethoven. Era un simpatico gioco musicale, dove bisognava ricomporre, con diversi livelli di difficoltà, alcune sequenze delle sue opere più famose, come la Quinta Sinfonia, Per Elisa, la splendida Sonata al chiaro di Luna e la Nona Sinfonia. Mentre si interagisce, si assiste alle simpatiche disavventure del maestro mentre si reca a teatro.

 

 

La versione italiana del motore di ricerca, oggi ad esempio,ricorda l’inizio delle festività natalizie, doodle festerappresentandole con una coppia di pinguini che prepara la casa per l’imminente Natale.

Spesso il logo Google non ha un doodle, ma alcune versioni straniere sì; dipende tutto dall’evento che interessa quella nazione in quel dato giorno. Per questo posso risultare globali, o locali.

Nascita dei “Doodle Google”

Eccentrici, dinamici, interattivi, dal 1998 i Doodle sulla home page di Google hanno “allietato” le ricerche per gli utenti di tutto il mondo. Un Doodle è generalmente rappresentato graficamente da varianti decorative aggiunte sulle lettere del loro logo.

doodle googleIl primo è nato quasi per gioco: i fondatori di Google stavano cercando un modo per rendere nota la loro partecipazione al festival Burning Man in Nevada. Dietro la seconda “O” venne disegnato un omino stilizzato. Era effettivamente semplice, ma simpatico: agli utenti piacque, facendo nascere così l’idea di content marketing adottata tutt’oggi da Google.

“Il team dedicato ai Doodle ha creato oltre 1000 Doodle per Google a livello internazionale. Le idee per i Doodle stessi vengono raccolte da numerose fonti, compresi i Googler e il pubblico generico. Il processo di selezione mira a commemorare eventi e anniversari interessanti che rispecchino la personalità di Google e il suo amore per l’innovazione. Siamo consapevoli del fatto che l’elenco di Doodle non è esaustivo, tuttavia tentiamo di sceglierli in maniera tale che mostrino creatività e innovazione”.

Team Google

Attualmente i Doodle vengono realizzati da un team di disegnatori e grafici che raccoglie anche proposte esterne, inviate dagli utenti. Per loro, la creazione dei Doodle è diventata un lavoro di squadra mirato a rallegrare la home page di Google e a far sorridere milioni di utenti di Google sparsi in tutto il mondo.

Questo è il content marketing di Google: una strategia vincente in grado di attirare l’attenzione dei suoi utenti, proponendo loro un’interazione o una dose di divertimento in più.

 

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Sardex - La famiglia di Web Solutions

Web Solutions Internet Company appartiene al circuito Sardex dal 2013.

 

Offre servizi di Web Design, Web Marketing, Grafica Pubblicitaria e tutte le aziende che fanno parte del circuito possono pagare in Sardex!

 

 

Perché abbiamo scelto di far parte della grande famiglia Sardex?

Crediamo profondamente nell’economia del nostro territorio e sappiamo perfettamente che la collaborazione tra le imprese locali sia l’unico modo per poter crescere professionalmente: insieme.

Facciamo parte del circuito dal 2013, grazie ad esso abbiamo migliorato e raggiunto alti livelli di maturità professionale. Abbiamo conosciuto tantissimi imprenditori e lavoratori, abbiamo chiacchierato con loro, abbiamo vissuto con loro e siamo cresciuti insieme.

 

 

Il nostro legame è ora più solido che mai, e questo lo dobbiamo anche a Sardex.

L’appartenenza al territorio, l’essere sardi, il lavorare per i nostri conterranei ci permette di lavorare col sorriso, sereni e soddisfatti di ciò che facciamo e di ciò in cui da sempre crediamo.

 

 

 

L’amore per la propria terra viene sempre ricambiato con benefici senza eguali, e noi, per ricambiare,  proponiamo ai nostri conterranei servizi di alta qualità tra i quali:

  • Web Design
  • Software Web Based
  • Web Marketing
  • Social Media Strategy
  • Hosting e sicurezza informatica
  • Editoria e grafica pubblicitaria
  • Consulenza e formazione

 

Impegnandoci ogni giorno nella pubblicità e nel far crescere il gruppo, non vediamo l’ora di poter conoscere nuovi imprenditori e poter crescere insieme nella fantastica famiglia Sardex!

 

 

 

 

 

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Customer Journey - perchè è importante?

La Customer Journey rappresenta il momento (o meglio, i momenti) in cui il cliente instaura un certo rapporto con l’azienda.

Viene spesso illustrato sotto forma di mappa, in quanto si evince l’itinerario che il cliente percorre nel tempo. Sia online che offline, nei diversi punti di contatto (touchpoint).

 

Come inizia e come finisce il Customer Journey?

Inizia nel momento stesso in cui il cliente sente di aver un particolare bisogno ed intende soddisfarlo attraverso l’acquisto di un determinato un bene/servizio di una determinata azienda. Dopo aver passato diversi step, il viaggio del cliente termina con l’acquisto del prodotto e con la conseguente fidelizzazione.

Quali step delineano il Customer Journey?

Tutto dipende dal tipo di modello, ma preferiamo illustrare il modello a 5 step, universalmente accettato dai marketer.

 

  • Awareness: in italiano “consapevolezza”, consapevolezza del cliente di aver un bisogno e della possibilità di soddisfarlo.
  • Familiarity: il cliente riconosce un determinato prodotto nel mercato, atto alla soddisfazione del suo bisogno.
  • Consideration: il consumatore ricerca informazioni , caratteristiche, recensioni sul prodotto. Il prodotto viene confrontato con altri beni complementari sia a livello di caratteristiche che a livello di prezzo.
  • Purchase: il prodotto scelto viene materialmente acquistato dal cliente “consapevole”.
  • Loyalty: ovvero “fidelizzazione del cliente”. Il cliente testa il prodotto acquistato, rimane soddisfatto (sia dal prodotto in sè, che dalla qualità del post vendita), di conseguenza crea un ancoraggio psicologico positivo nei confronti dell’azienda.

Nonostante sia universalmente accettato, presenta alcune imperfezioni e piano piano verrà sostituito con uno ancora più dinamico. Il cliente viene considerato molto passivo, quando invece diventa, giorno dopo giorno, parte sempre più attiva nel processo d’acquisto. Questo meccanismo è realizzato grazie alla riduzione delle asimmetrie informative, ovvero alla trasparenza delle informazioni tipica dei mercati online.

Trends del customer journey online

Possiamo riconoscere 3 diversi comportamenti del cliente durante il viaggio:

  • R.O.P.O. (research online, purchase offline): semplicemente il cliente cerca informazioni online per poi acquistare successivamente in negozio.
  • Click & Collect: il cliente ricerca informazioni e acquista online, successivamente si reca in negozio per ritirare il prodotto.
  • Try & Buy: il cliente prova il prodotto in negozio (uno strumento musicale, un capo vestiario, uno smartphone, ecc.), dopodiché lo acquista online.

Come l’azienda interagisce col cliente: i touchpoint

Nonostante i modelli siano di grande aiuto per illustrare il concetto teorico, il viaggio del cliente non è così lineare e scontato. L’utente medio può cascare in qualche trappola, perdere interesse, distrarsi e non portare a termine il processo d’acquisto. Per questo motivo l’azienda deve saper riconoscere tutti (o quasi) i punti di contatto col cliente per migliorare la Customer Experience.

In altri termini l’azienda dev’essere in grado di notare quanti più momenti in cui il cliente potrebbe uscire dal funnel d’acquisto, ed è quindi suo compito rimetterlo sulla giusta strada.

Vediamo ora dal punto di vista pratico come su dividono i touchpoint.

  • physical (messaggi provenienti da radio, TV, amici, clienti soddisfatti, passaparola, ecc).
  • digital (banner, messaggi istantanei, blog, siti web, email, campagne AdWords, sponsorizzazioni su FB, ecc.).

Possono inoltre essere managed (creati e gestiti dall’azienda) o unmanaged (realizzate da soggetti esterni e disinteressati).

Le aziende, quindi, hanno a disposizione uno strumento molto potente per studiare le proprie strategie di marketing.

la Customer Journey Map

Può essere realizzata in diversi formati e racconta a noi azienda la storia dei nostri clienti: abitudini d’acquisto, background, bisogni, richieste, sentimenti che provano durante il processo d’acquisto.

Ma soprattutto, come cercano i prodotti, da quali device, su quali social network, quante volte entrano sul nostro sito, tempo di navigazione, quanti minuti sostano su un’unica pagina, ecc ecc.

L’utilità di creare una mappa consiste nell’immedesimarsi totalmente nel cliente, riconoscere e prevedere le prossime tappe del viaggio a seconda del tipo di persona.

Il concetto di Personas, come tutti gli altri concetti che ruotano intorno alla Customer Journey, hanno necessità di un articolo a parte per poterne delineare tutte le caratteristiche con la giusta cognizione di causa.

In questa sede possiamo asserire che chi riesce a riconoscere ed identificare le Personas ha in mano uno strumento davvero potentissimo, e soprattutto sa bene come utilizzarlo.

Nel marketing, in generale, è necessario fare un’accurata segmentazione del mercato. L’identificazione delle Personas produce, di conseguenza, una personificazione della segmentazione del mercato, ovvero si prendono i classici due piccioni con una fava. Da un lato vengono creati diversi tipi di pubblico ai quali associare campagne di marketing studiate ad hoc, dall’altro possiamo trarre informazioni importanti al fine di accedere ed espanderci a nuovi mercati che non avevamo preso in considerazione.

 

Per approfondire questi argomenti, delineare una Customer Journey Map e creare una strategia di marketing efficiente, siamo a tua disposizione.

Contattaci, il preventivo è gratis!

 

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Angelo Maggi & Web Solutions - L'avventura ha inizio!

Angelo Maggi & Web Solutions – L’avventura ha inizio!

Ogni artista, musicista, attore dedica migliaia di ore nel praticare la sua più profonda nell’intero arco della sua vita.

Spesso questa passione si dissolve come cenere oppure viene deviata da influenze esterne, di conseguenza l’artista è costretto a smettere o, ancor peggio, a scendere sempre più a compromessi per poter vivere da ciò che ama.

Ma esistono degli uomini che ci hanno creduto talmente fino in fondo che son riusciti a trasformare la loro passione in una professione. Ed è proprio per questo motivo che ci sentiamo onorati di poter lavorare con uno di questi uomini fantastici che si sono abbandonati totalmente alla passione, rinunciando a incarichi professionali importanti per poter raggiungere le forme d’arte più elevate.

Angelo Maggi, pittore e scultore di fama internazionale.

Diplomato all’lstituto d’Arte di Sassari, i suoi interessi vertono sull’antiquariato, la scenografia e la pittura.

La sua particolare attività pittorica gli ha permesso di guadagnare una solida fama anche negli States.

Mentre nella sua città natìa, Sassari, viene installata una delle sue opere più evocative all’interno di una famosa fontana del centro.

Siamo quindi lieti di annunciarvi che Web Solutions Internet Company si occuperà di curare la comunicazione web e la corporate identity del Maestro Angelo Maggi, col fine di condividere le sue magnifiche opere anche nel mondo digitale.

Il nostro supporto si concentrerà prevalentemente sulla comunicazione online ed in particolare sui social network. Sarà nostro compito fornire qualche buona strategia di marketing da applicare da subito nel suo business, enfatizzando la purezza e l’originalità delle sue opere.

 

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